Storia

Nella nostra storia c’è scritta anche la tua

Quella delle Casse Rurali Trentine è una storia che affonda le radici in Trentino e attraversa tre secoli: dalla Rivoluzione Industriale di fine ‘800 agli stravolgimenti politici e sociali del ventesimo secolo, fino alle nuove sfide del millennio appena iniziato.

1892-1895

 

Il seme della cooperazione

La Rivoluzione Industriale mette in crisi l’economia agricola: per aiutare i contadini ad accedere al credito, don Lorenzo Guetti promuove la nascita della prima Cassa Rurale a Quadra, nel Bleggio. Viene fondata l'attuale Federazione Trentina della Cooperazione, che fornisce tuttora la linfa vitale a tutte le attività della Cooperazione.

primi del '900

I primi germogli

Il modello cooperativo trentino cresce e si rafforza in tutte le vallate con la nascita di nuove Casse Rurali, che si dimostrano solide e capaci di resistere anche alla prima guerra mondiale.

1922-1945

Tentativi di sradicamento

Il fascismo cerca di sradicare il movimento cooperativo per assumere il controllo. La grande depressione del '29 e la seconda guerra mondiale lo indeboliscono ulteriormente.

1932

Il primo riconoscimento

Primo riconoscimento nella legge 6 giugno 1932, n. 656 (“Ordinamento delle Casse Rurali ed Agrarie”) ove per la prima volta si legge “società cooperative in nome collettivo aventi per principale oggetto l’esercizio del credito agrario”. Si riconosce la connotazione sostanzialmente mutualistica.

1937

Testo Unico delle Casse Rurali e Artigiane

Un anno dopo la Legge Bancaria, entra in vigore il Testo Unico delle Casse Rurali e Artigiane. Il T.U.C.R.A. non favorisce l’espansione numerica delle Casse Rurali, che risultano notevolmente diminuite passando da 3.540 nel 1922, anno in cui raggiunsero la loro massima numerosità, a 804 nel 1947.

1950 - 1993

La crescita post-ricostruzione, lo sviluppo e il consolidamento

La rinascita cooperativa attraversa la voglia di riscatto del dopoguerra fino all’entusiasmo del boom economico degli anni ’60.

Negli anni '70 nascono le principali società di sistema a sostegno del Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Assicura Group e Phoenix Informatica Bancaria.

1993

Entra in vigore il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB)

Nel riordino generale delle forme giuridiche che le banche italiane possono assumere, le Casse Rurali cambiano denominazione in Banche di Credito Cooperativo. Il nuovo Testo Unico cancella i precedenti limiti di governance e operatività consentendo alle Banche di Credito Cooperativo di avere tra i propri soci non più solo agricoltori ed artigiani e di offrire tutti i servizi e i prodotti finanziari al pari delle altre banche, oltre che di ampliare la propria zona di competenza.

1993 - 2015

La crescita

Il Credito Cooperativo Trentino si conferma un modello solido e affidabile anche di fronte alla crisi globale dei mercati. Nel 2012, il livello di fedeltà supera il 96%.

2016

Riforma del Credito Cooperativo

Prende avvio un cambiamento radicale nel sistema del Credito Cooperativo italiano, con la Riforma del Credito Cooperativo e la nascita dei Gruppi Bancari Cooperativi. L’obiettivo della riforma del Credito Cooperativo è ottenere un sistema più coeso ed efficiente, pur nell’autonomia delle singole banche.

2018

Istanza alla Vigilanza per assumere il ruolo di Capogruppo

Banca d’Italia emana le disposizioni attuative della Legge n. 49 del 8 aprile 2016.

Cassa Centrale invia l’istanza alla Vigilanza per assumere il ruolo di Capogruppo. A seguito dell’autorizzazione ufficiale della Banca d’Italia e della BCE vengono intraprese le attività̀ per la creazione del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca.

2019

La nascita del Gruppo

Nasce il Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, con la volontà di continuare a valorizzare il territorio attraverso un’offerta attenta alle persone, secondo logiche di mutualità, condivisione e autonomia.

La Cassa Rurale Val di Non

 

Nasce il 1 luglio 2018, con la firma dell'atto di fusione il 20 giugno 2018, tra i presidenti di quattro Casse Rurali di Valle:

  • Cassa Rurale di Tuenno Val di Non, con sede a Taio e sportelli a Cles, Flavon, Cunevo, Campodenno, Sporminore, Varollo, Cis, Bresimo e Marcena
  • Cassa Rurale d'Anaunia, con sede a Taio e sportelli a Segno, Mollaro, Tres, Vervò, Coredo, Sfruz, Sanzeno, Romeno e Dambel
  • Cassa Rurale Bassa Anaunia con sede a Denno e sportello a Vigo di Ton
  • Cassa Rurale Tassullo e Nanno con sede a Tassullo e sportello a Nanno.

Ma le radici sono ben più lontane:

 

La prima Cassa Rurale fondata in Val di Non è stata la Cassa Rurale di Tuenno, istituita il 26 dicembre del 1894 per impulso del curato del luogo don Giovanni Battista Panizza alla presenza di 32 Soci fondatori e con la denominazione di "Cassa Rurale di Risparmio e Prestiti di Tuenno", quale consorzio a garanzia illimitata.
La quota sociale era di tre fiorini, pari a 6 corone (quest'ultima moneta fu introdotta dopo il 1892), e corrispondeva all'incirca alla paga per una giornata di un bracciante; l'ammontare era pertanto alla portata di tutti e ciò permetteva anche ai contadini più poveri di aderire alla Cassa. La carenza di capitale iniziale era compensata dalla garanzia illimitata dei soci che rendeva la cassa solida fin dalle sue origini.
La costituzione della Cassa, insieme al resto della cooperazione trentina, rappresentò una risposta alla situazione economica critica e disagiata del periodo, caratterizzata da povertà, emigrazione e crisi sociale.
Nel primo statuto della Cassa si rileva non solo la serietà delle norme messe a fondamento della Cassa (la severità e la prudenza nelle operazioni di prestito erano la garanzia per non mettere a repentaglio queste piccole istituzioni creditizie e con esse il patrimonio personale del socio), ma si scopre il ruolo centrale propulsivo anche di altre forme di cooperazione per il miglioramento della vita economica e sociale del paese. Lo scopo, così come riportato negli articoli due e tre dello Statuto, consiste nel “migliorare sotto l'aspetto morale e materiale la condizione dei propri soci, fornendo loro il denaro necessario per l'esercizio dei loro affari e della loro economia agricola e favorendone il risparmio”.
La prima sede della Cassa fu la Canonica situata in via Pasotti, dove l'attività bancaria si svolgeva solo per poche ore la domenica al di fuori dell'orario delle funzioni religiose.
In seguito l'attività della Cassa fu trasferita nei locali di casa Grandi, sopra la prima sede della Famiglia Cooperativa, a sua volta fondata nell'aprile del 1894, anche se formalmente la sede continuava a rimanere in Canonica.
La Cassa fu anche tra le fondatrici nel 1895 della Federazione dei Consorzi Cooperativi, istituto che divenne il vero centro attorno al quale ruotò tutta la cooperazione trentina.

Fin dalle origini, la Cassa, grazie alla sagacia e all'accortezza dei suoi amministratori, fu una delle più solide Casse Rurali del Trentino: l'avvio fu buono e già nel bilancio del 1897 si contavano 69 soci con depositi a risparmio per 13.079 fiorini, prestiti ai soci per 3.226 fiorini e conti correnti attivi per 8.398 fiorini – il patrimonio (quote sociali più fondo di riserva) era invece di 239 fiorini.

Dieci anni dopo l'inizio attività, ossia nel 1905, i soci erano saliti a 127, i depositi a 169.469 corone (2 corone equivalevano a 1 fiorino), i prestiti ai soci a 19.410 corone e i conti attivi a 142.420 corone, mentre il patrimonio era salito a 3.032 corone.

Alla vigilia della prima guerra mondiale la Cassa contava 238 soci e, pur attenuando la sua attività, restò sempre operativa anche durante gli anni della grande guerra.

I buoni utili che la Cassa, fin dall'inizio, conseguì, furono destinati in massima parte al fondo di riserva patrimoniale e per il sostegno di attività di beneficenza e per opere sociali.

In seguito, la situazione di crisi economica mondiale degli anni trenta, porta la Cassa ad adottare una politica severa e ad affrontare il terremoto bancario del giugno 1933 contando sui soli soci, che non persero la fiducia nel proprio sodalizio e credettero nella loro Cassa.


Infine, finita la seconda guerra mondiale e dopo un periodo difficile, la Cassa riprende piano piano il proprio ruolo centrale nel sostegno continuo delle economie locali.


La nuova denominazione "Cassa Rurale di Tuenno", viene introdotta per decisione assembleare nel 1935; la quota sociale è determinata in lire 10. I soci iscritti ammontano nel 1940 a 413.

L'Assemblea Straordinaria decide la modifica della natura giuridica della Cassa da "Consorzio economico a garanzia illimitata" a "Società cooperativa a responsabilità illimitata".

Nel 1955 si inaugura la nuova Sede di Via Maistrelli con la commemorazione del sessantesimo anniversario di fondazione.

I soci iscritti ammontano a 508.

1960
Negli anni seguenti, grazie al boom economico degli anni sessanta, la compagine sociale si allarga ulteriormente, incrementando sia il numero dei soci sia quello degli sportelli operativi: si arriva a contare 563 soci nel 1960 e 684 nel 1970 e il dicembre del 1972 rappresenta una tappa importante della storia della Cassa Rurale, con l'apertura del primo sportello a Cles in Viale Degasperi, piattaforma di lancio verso un futuro in continuo sviluppo.

1980
L'espansione dell'ambito territoriale richiede un ampliamento anche dello spazio operativo, realizzato con la nuova Sede di Piazza Liberazione a Tuenno, inaugurata il 25 aprile del 1981. I soci iscritti sono 930 e nel corso degli anni ottanta il numero continua ad aumentare: nel 1985 si registrano 941 soci per poi varcare la soglia dei mille nel 1990 con 1.021 soci iscritti.

Dal 1993 in poi inizia il processo di sviluppo della Cassa con l'apertura in gennaio del nuovo sportello in Piazza Granda a Cles, accompagnato dallo slogan "Sempre più vicini alla gente", e con la fusione societaria nell'ottobre dello stesso anno mediante l'incorporazione della Cassa Rurale di Flavon, che porta a fine anno a 1.471 soci iscritti.

 

Il processo di crescita mediante fusione societaria per incorporazione prosegue poi nel 1995 con la Cassa Rurale di Campodenno, portando al raggiungimento di 1.956 soci iscritti.

 

Poco dopo, nel 1997, l'assemblea straordinaria dei soci decide la variazione della denominazione sociale da "Cassa Rurale di Tuenno" a "Cassa Rurale di Tuenno - Val di Non", conseguenza dell'ampliamento dell'ambito territoriale di operatività della Cassa.

 

Il processo di espansione iniziato nel 1993 continua quindi nel 1999 con la fusione societaria mediante l'incorporazione della Cassa Rurale delle Maddalene, grazie alla quale si contano 2.792 soci.

 

Tappa successiva il 20 maggio 2001. Essa rappresenta la data in cui è inaugurato il nuovo Centro Direzionale di Cles, una struttura moderna in grado di ospitare numerosi servizi alla clientela ed una sala polifunzionale con 250 posti a sede.

 

E arriviamo al 20 giugno 2018 con la firma dell'atto di fusione tra i presidenti di quattro Casse Rurali della valle:

  • Cassa Rurale di Tuenno Val di Non, con sede a Tuenno e sportelli a Cles, Flavon, Cunevo, Campodenno, Sporminore, Varollo, Cis, Bresimo e Marcena
  • Cassa Rurale d'Anaunia, con sede a Taio e sportelli a Segno, Mollaro, Tres, Vervò, Coredo, Sfruz, Sanzeno, Romeno e Dambel
  • Cassa Rurale Bassaanaunia, con sede a Denno e sportello a Vigo di Ton
  • Cassa Rurale Tassullo e Nanno, con sede a Tassullo e sportello a Nanno.

Il 1 luglio 2018 nasce così la Cassa Rurale Val di Non, una realtà che conta 10.500 Soci, al servizio dei clienti con ben 25 sportelli.

La Cassa Rurale Val di Non rappresenta oggi un'importante realtà economica e sociale della Val di Non e una delle prime realtà cooperative trentine.

L'attuale struttura deriva dalla volontà di alcune Casse Rurali di intraprendere un processo di aggregazione e di crescita, allo scopo di condividere competenze e conoscenze, per rafforzare la capacità di garantire la crescita sociale, economica e culturale della Comunità.


La Cassa Rurale Val di Non rappresenta infatti più anime, ognuna delle quali vanta una storia centenaria ed uno stretto legame al Territorio e alla Comunità, preziosi contributi da custodire e valorizzare costantemente